GRIFO TOUR – Abruzzo in bicicletta

Ciclotour Abruzzo
9 PERCORSO
8 STRUTTURE
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La reintroduzione del grifone nell’Appennino centrale rientra nell’ambito di una serie di iniziative attuate dal Corpo forestale dello Stato per la ricostituzione delle reti trofiche naturali necessarie al riequilibrio degli ecosistemi naturali. Infatti, il “progetto grifone” segue di poco quello che ha riportato il corvo imperiale nell’area del Monte Velino ed è contemporaneo a quello che, nella stessa area, ha consentito la diffusione del cervo.
Nonostante l’aspetto “rapace” e le dimensioni, il grifone si nutre solo ed esclusivamente di animali selvatici (cervi, caprioli, camosci, cinghiali e altro) o domestici (equini, bovini, ovini, caprini) già morti, rinvenuti durante le loro perlustrazioni giornaliere che raggiungono anche distanze di alcune decine di chilometri dai dormitori. Quindi il grifone non solo non arreca danno ad allevatori o agricoltori, ma anzi, eliminando in breve tempo le carcasse degli animali morti, e ostacolando quindi il possibile diffondersi di eventuali malattie, svolge il ruolo di vero e proprio “spazzino” delle montagne.
Il progetto di reintroduzione del grifone nel Monte Velino ha portato alla creazione di quattro colonie con interscambi di individui.
Gli animali liberati, quasi tutti provenienti da centri specializzati di varie località della Spagna (soprattutto Extramadura, Catalogna, Navarra e Aragona, Castilla La Mancha), si sono ben inseriti nel contesto ecologico ed ambientale delle aree interessate nel progetto con un buon successo riproduttivo. Nel 2007 si sono involati 20 giovani grifoni.Particolarmente importante è la presenza nella stessa area di animali come l’orso e soprattutto il lupo, in quanto il grifone si nutre di resti animali lasciati dalla caccia di questi grandi predatori.ABRUZZOStupore e fatica sono le parole che meglio descrivono questo cicloviaggio montagnino che mi ha permesso di toccare tre tra i parchi più importanti dell’intero territorio italiano: parco Nazionale del Gran Sasso e Monti Della Laga, Parco Nazionale D’Abruzzo e Parco Nazionale della Majella. Un parentesi suggestiva di natura selvaggia in un paese fortemente antropizzato come l’Italia.

Dopo due giorni di allenamento sulla costa adriatica il tour entra nel vivo con la tappa Alba-Farindola con arrivo al Camping Rigopiano. 1800 metri di dislivello in 80km.

Le taccole alle erbette, consumate splendidamente a Castelli, famoso per la sua maiolica, hanno influenzato la seconda parte della giornata. Da Castelli a Farindola parte infatti un percorso infernale per chi non ha un adeguato allenamento con la bici carica. Il volto ne è un’emblematica prova. Sono nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti Della Laga. Credo di aver maledetto anche il grifone durante il pomeriggio. La tranquillità arriva con la visione del gestore multi-tasking del camping e della sua auto anacronistica.

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Campo Imperatore mi aspetta. Ho spesso letto ed osservato le sue movenze, ma mai dal vivo. Si sale ancora. In compagnia. Quest’oggi però voglio entrare nel vivo del clima abruzzese e a Castel del Monte assaggio i miei primi arrosticini in questa terra.

Ciclotour AbruzzoLa strada si fa sempre più romantica e continuo a sorridere. A tratti sembra surreale. L’erba diventa progressivamente sabbia di dune. Le auto passano alla spicciolata e quindi posso godere appieno di questa visione di deserto erboso. Ho voglia di rallentare il percorso, non posso non ascoltare a fondo.

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Arrivo a Santo Stefano di Sessanio con la voglia di ripetere il percorso fatto nel pomeriggio, non so ancora che il fato sarà dalla mia. Nel camping incontro un collega cicloturista proveniente dalla Majella e decidiamo di proseguire insieme per alcuni giorni. La Ratta avrà una compagna.

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Lui non ha mai assaporato Campo Imperatore, occorre condividere il momento. Avremo compagnia anche durante la notte, sia umana che animale.

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La vetta del Gran Sasso si avvicina, la convivenza procede per il meglio. Trascorrere giornate insieme in viaggio significa condividere; condividere accelera il senso di amicizia. Amicizia nata repentinamente e prossima alla separazione.

Ognuno con la propria andatura frutto d’abitudine, esperienza, allenamento, fiato, indole.

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Dopo aver conquistato il gigante degli Appennini ci separiamo, con un pizzico di nostalgia per le giornate trascorse a pedali.

Corro veloce diretto a Sulmona terra del confetto; mi aspetta L’Aquila con il suo respiro ancora affannoso.

Raggiungo Ovindoli nel Parco regionale naturale del Sirente – Velino e conosco una famiglia alemanna nel b&b in cui pernotto. Il loro bagaglio è rappresentato da bisacce retrò. Strani questi alemanni. Sono a spasso con un mulo, trekking col muro si chiama la disciplina e quelle sono le sue bisacce. Camminano scortati dal quadrupede, lui, la moglie e la figlia. Conoscono le mie Ortlieb; forse siamo strambi tutt’e quattro. Attraverso la Valle Subequana  il cui logo è stato ispirazione per uno degli ultimi lavori di design.

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La mia destinazione finale sarà Pescasseroli, al centro del Parco Nazionale D’abruzzo. O meglio, dovrò poi tornare a Sulmona per il rientro tramite Ferrovie dello Stato.

Prima però la splendida Anversa degli Abruzzi con il suo intricato lavorare interno.

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Raggiongo Umberto a Pescasseroli con la traversata del Passo Godi, Scanno e Villetta Barrea.  Si occupa  di escursionismo e trekking e promuove la conoscenza dell’ambiente e del territorio nell’Appennino centrale. Attività fantastica nella quale c’è anche un piccolo zampino grafico da parte mia (www.wildlifeadventures.it). Attorno un mondo fatto di natura selvaggia, voglia di natura selvaggia e bacche. La visione delle bacche immature di prugnolo mi ricorda l’appuntamento dopo la prima gelata del prossimo autunno: il bargnolino, liquore tipico emiliano che sfrutta proprio l’anima del prugnolo. Questa è la terra del camoscio appenninico dalle corte corna, dell’orso marsicano udito in lontananza nella nottata di Camping a Scanno, del grifone del Velino alla cui salvaguardia e recupero è didicato questo percorso su due ruote; questo tour vuole testimoniare un diverso modo di viaggiare, conoscere, osservare, toccare. Sempre con rispetto.

Libro consigliato (conservazione grifone)

Reintroduction of Griffon Vulture Gyps fulvus in Kresna Gorge, Southwest Bulgaria 2010-2015 di Hristo Peshev, Emilian Stoynov, Atanas Grozdanov, Nadya Vangelova
Reintroduction of Griffon Vulture Gyps fulvus in Kresna Gorge, Southwest Bulgaria 2010-2015 di Hristo Peshev, Emilian Stoynov, Atanas Grozdanov, Nadya Vangelova

Il libro descrive i dettagli sulle reintroduzioni del Grifone in Kresna Gorge, Sud della Bulgaria nel periodo 2010-2015. Vengono forniti dati relativi ai rilasci, modalità e risultati di allevamento, dinamiche stagionali, dispersioni, mortalità, specie e conservazione.

Link utili

Vulture Conservation Foundation

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