La frutta nell’alimentazione dei Pappagalli – parte 1

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I pappagalli, primi tra gli uccelli, hanno circa 350 papille gustative rispetto alle 9000 negli esseri umani. Il sapore tuttavia influisce notevolmente sia sulla scelta del cibo sia sulla quantità consumata.

La preferenza di un frutto può dipendere da diversi fattori. Gli psittaciformi sono in grado vedere i raggi UV: questa capacità è molto importante perché alcuni frutti e bacche riflettono i raggi UV in base al loro grado di maturazione. La frutta può essere scelta o rifiutata anche per il suo grado di dolcezza, la consistenza oppure in base al tempo di conservazione. La frutta, ricca di zuccheri, dovrebbe rappresentare il 5% circa della razione di un pappagallo e fornita tutti i giorni.

Mela, albicocca, banana, fichi, uva, papaya, ananas, pera, melograno, bacche sono alcuni dei frutti più graditi. L’avocado è tossico per gli uccelli. È importante lavare accuratamente la frutta prima della somministrazione, estrarre tutti i semi delle mele ed eliminare i residui all’interno della gabbia o della voliera giornalmente.

È fondamentale inoltre fornire differenti tipologie di frutta in modo da garantire al pappagallo la possibilità di cambiare gusto e di poter scegliere.

Come convincere un pappagallo ad assaggiare la frutta?

Spesso un pappagallo che riceve solamente una miscela di semi oleosi tende a rifiutare la frutta. Alcuni accorgimenti utili per convertirlo alla frutta sono:

  • Ridurre molto gradualmente la quantità di semi oleosi in modo tale da indirizzare la scelta.
  • Infilzare semi oleosi (girasole per esempio) nella frutta in modo da facilitare il primo assaggio.
  • Tagliare la frutta in piccoli frammenti ed aggiungerli alla mangiatoia dei semi.
  • Attaccare pezzi di frutta al gioco preferito. Nelle voliere posizionare la frutta nella parte superiore (tetto)

L a Papaya

il frutto degli angeli

Definita “frutto degli angeli” da Cristoforo Colombo, la papaya rappresenta uno dei frutti migliori da somministrare ad un pappagallo. Esistono due varietà  principali, hawaiana e messicana. Contiene papaina, un enzima che facilita la digestione delle proteine. Questo enzima è particolarmente concentrato nel frutto acerbo ed è estratto per fare integratori alimentari digestivi. È inoltre molto utile per l’accrescimento degli uccelli, e quindi importante durante l’allevamento a mano dei giovani psittacidi. La somministrazione della polpa della papaia immersa in acqua calda aiuta a regolare il corretto svuotamento dell’ingluvie. L’inclusione nell’alimentazione a mano dei piccoli aiuta a prevenire disturbi digestivi.

papaya fruit

Gli enzimi papaina e chimopapaina sono inoltre utili in caso di infiammazione e ustioni. Questo frutto è anche ricco di vitamina C, A, E e K, potassio, calcio, magnesio e fibra. Contiene anche antiossidanti, maggiori con la maturazione del frutto. Ha un potere antinfiammatorio ed è utile in corso malattie cardiovascolari e arteriosclerosi e come rinforzante del sistema immunitario.

IL MELOGRANO

Antiossidante col potere di guarire

L’albero di melograno (Punica granatum), originario dell’Iran e del Subcontinente indiano e membro della famiglia delle Lythraceae di piante, è stato ampiamente utilizzato come rimedio sanitario tradizionale per migliaia di anni. La scorza del frutto e la corteccia del tronco erano utilizzati in caso di diarrea,  dissenteria e parassiti intestinali;  i semi e il succo erano considerati un tonico per cuore, sangue e gola. Il succo di alcune varietà era utilizzato  come collirio per rallentare lo sviluppo della cataratta.

Pomegranate fruit on wooden vintage background

I melograni contengono naturalmente bassi livelli di zucchero. Negli ultimi anni, la maggior parte del raccolto di melograno nel mondo occidentale è trasformato in succo. I frutti sono classificati come bacche:  crescono fino alle dimensioni di un limone o anche di un pompelmo. In un melograno possono esserci tra 200-1.400 semi al suo interno. Il melograno è considerato un “super cibo” ricco di vitamine, minerali e fitonutrienti; è una fonte importante di vitamine A, C, E e K, potassio, acido folico, ferro e fibre alimentari. Ha tre volte le proprietà antiossidanti di molti altri cibi ricchi di antiossidanti e ha un’abbondanza di polifenoli, come tannini, flavonoidi, antociani, catechine e acido ellagico: sono proprio queste sostanze fitochimiche che potenziano la capacità del melograno di ridurre al minimo gli effetti del danno tissutale e delle patologie. Mangiare melograni può ridurre la pressione sanguigna sistolica ed il rischio di malattia coronarica. Questa bacca ha anche la capacità di  abbassare il livello di colesterolo cattivo (LDL)  e impedire alle piastrine del sangue di aggregarsi e formare coaguli di sangue.

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