La Rosa canina

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Le bacche rappresentano uno degli elementi di maggior fascino dell’autunno. Questa è la stagione di maturazione di alcuni importanti frutti di cui si nutrono gli uccelli (rosa canina, sorbo degli uccellatori, ginepro, prugnolo tra i più facili da individuare). Le mie escursioni autunnali contemplano sempre un rapporto ravvicinato con le bacche, i cui colori formano un’assonanza continua con il Pantone della natura autunnale. Oggi ho raccolto delle bacche di rosa canina, falsi frutti amabilmente rosseggianti.

Fonte di VITAMINA C

Non ci sono, ad oggi, prove scientifiche che considerino la vitamina C un nutriente richiesto per le specie aviarie, tranne per poche specie altamente evolute, in gran parte frugivore (Bulbul dal sottocoda rosso). La vitamina C è facilmente sintetizzata negli uccelli attraverso l’azione dell’enzima L-gulonolactone ossidasi da cui parte la biosintesi dell’acido L-ascorbico. Questo processo si verifica nel fegato nella maggior parte dei passeriformi e nei reni di psittaciformi. La biosintesi dell’acido ascorbico può essere inibita da carenze di vitamina A, E e biotina.

Le funzioni metaboliche della vitamina C sono correlate alla sua capacità di agire in reazioni di ossidazione e riduzione. Si occupa della sintesi del collagene, il maggior componente della pelle e tessuti connettivi e fondamentale per l’integrità strutturale delle cellule. Agisce inoltre da antiossidante neutralizzando i radicali liberi prodotti nell’organismo. L’acido ascorbico può rigenerare vitamina E.

Secondo le attuali conoscenze scientifiche i passeriformi e psittaciformi non necessitano di vitamina C. In altre specie (pollo domestico) è stata positivamente dimostrata una somministrazione della vitamina in determinate situazioni quali ad esempio una deficienza di energia, proteine, vitamina E, Selenio e ferro, fasi di alte velocità di accrescimento, stress (trasporti, sofraffolamenti), variazioni brusche di temperature, patologie [1].

pianta di rosa canina con bacche in maturazione
pianta di rosa canina

Quindi possiamo concludere che una supplementazione di vitamina C, soprattutto con cibi freschi (frutta in particolare), può essere vantaggiosa in determinate situazioni stressanti. I volatili debilitati infatti potrebbero non essere in grado di sintetizzare sufficiente vitamina C, specialmente in caso di danni epatici.

La rosa canina è conosciuta per il suo alto tenore di vitamina C, tuttavia questo varia fortemente dalla specie, dal luogo in cui cresce, dal clima, dalla modalità di stoccaggio e dal processo di trasformazione che subisce.

In una pubblicazione del 2104, “Influence of Processing on Vitamin C Content of Rosehip Fruits” gli autori hanno indagato l’effetto della lavorazione della rosa canina sul contenuto di vitamina C. Da un livello di acido ascorbico di partenza riferito alla materia prima grezza di 416mg si è passati a 72 nella rosa canina essiccata per il tè, 2,18 per la produzione di sciroppo e 32mg per la conserva. Atri studi [2, 3] parlano di un contenuto di acido ascorbico della materia prima pari a 880mg/100ml considerando la rosa canina una delle maggiori fonti di acido ascorbico e fenoli.

the di rosa canina
tè di rosa canina

Potere antiossidante

In uno studio pubblicato dalla rivista Oxidative Medicine and Cellular Longevity [4], gli autori hanno cercato di comprendere se i benefici per la salute derivanti dall’assunzione di rosa canina siano attribuibili all’acido ascorbico, fenoli, o altri composti. Lo studio ha misurato in vitro lo stress ossidativo a carico dei globuli rossi umani attraverso degli estratti di rosa canina. La protezione esercitata dagli estratti nei confronti degli eritrociti (globuli rossi) è una prova della presenza di diversi composti con azione antiossidante nella rosa canina. I polifenoli rappresentano i maggiori composti bioattivi (antiossidanti), seguiti da acido ascorbico, tocoferoli, beta-carotene, licopeni, tannini, pectine, zuccheri, acidi grassi, aminoacidi, galattolipidi. La rosa canina contiene quindi composti con potere antiossidante, ma anche capaci di ridurre la frequenza di mutazioni cellulari e antitumorali. La rosa canina è stata utilizzata nell’ultimo decennio in artriti, reumatismi, diabete [5].

LE FUNZIONI

immunostimolante, antiossidante, tonica, antidiuretica

Utilizzi in ornitologia

bacche mature, essiccate - polvere - marmellata

Il frutto contiene semi leggermente urticanti interiori che gli animali selvatici e uccelli possono mangiare ma che le persone devono evitare perché questi semi irritano la mucosa intestinale. Per noi umani consiglio, con temeraria pazienza,  di estrarre tutti i semi, essiccare la parte esterna del frutto per future tisane. Esistono in commercio dei frutti di rosa canina senza semi essiccati.

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bacche intere a sinistra; porzione esterna privata dei semi ed essiccata al centro e macinata a destra

Si possono immergere i frutti essiccati in acqua e fornire direttamente le bacche reidratate. Il sapore è un mix di crostata alle mele, susine e petali di rosa. Possiamo ridurre i frutti a polvere utilizzando un macinacaffè, quindi polverizzare su frutta fresca per facilitarne l’attecchimento e l’ingestione.

La rosa canina in polvere può anche essere utilizzata per un fantastica marmellata per i vostri pappagalli in particolare con l’aggiunta di succo di mela: uniamo 1 cucchiaio di polvere con 2-3 di succo di mela. Lasciamo riposare per 5 minuti ed aggiungiamo altro succo di mela se occorre. Dobbiamo ottenere una consistenza fluida da marmellata. Si possono aggiungere anche miele (di acacia) e sciroppo d’acero. Utilizzate su crackers o pane eventualmente con l’aggiunta di cannella in polvere, vaniglia o buccia d’arancia. Buon appetito!

Fonti:

  1. B. W. RITCHIE, G. J. HARRISON, L. R. HARRISON.1994. Avian Medicine: Principles and Application.Wingers Publishing, Inc., Lake Worth, Florida. Pp.82-83
  2. Ercisli S: Chemical composition of fruits in some rose (Rosa spp.) species. Food Chemistry 2007, 104(4):1379–1384
  3. Gao X, Björk L, Trajkovski V, Uggla M: Evaluation of antioxidant activities of rosehip ethanol extracts in different test systems. J. Sci. Food Agric 2000, 80(14):2021–2027.
  4. Widen C, Ekholm A, Coleman MD, Renvert S, Rumpunen K: Erythrocyte antioxidant protection of rose hips (Rosa spp.). Oxi Med Cell Longev 2012, article ID621579:8
  5. Orhan N, Aslan M, Hosbas S, Deliorman O: Antidiabetic effect and antioxidant potential of Rosa canina fruits. Phcog Mag 2009, 5:309–315

 

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2 Comments

  • Ho letto con interesse l’articolo sull’utilizzo di bacche di Rosa canina. In particolare, cito il testo, “Esistono in commercio dei frutti di rosa canina senza semi essiccati.”
    Sarei molto interessato a sapere dove o il link è possibile acquistarle. Grazie mille!

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