Nidi artificiali per uccelli selvatici

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Un vero birdgardener ha diritto di fregiarsi di questo titolo solo quando è riuscito a ottenere la riproduzione di una coppia nella cassettina da fui costruita e applicata nel punto giusto. Non tutti gli uccelli fanno il nido nei cosiddetti covatoi artificiali, anzi, a dire il vero, sono abbastanza pochi quelli che approfittano di tale opportunità. In questa piccola categoria sono tuttavia comprese la maggior parte delle specie che frequentano abitualmente i nostri giardini. I nidi artificiali devono essere sistemati qualche tempo prima della stagione della nidificazione: tutto il lavoro attorno ad essi deve cessare assolutamente entro la fine di Febbraio. Collocati i nidi, gli uccelli che frequentano la mangiatoia e l’abbeveratoio li vedranno, li esploreranno di dentro e di fuori e, il più delle volte, la notte vi entreranno per dormire (litigando magari fra foro per il possesso).

Se il covatoio sarà posto nel punto giusto e nella maniera giusta, un bel giorno di primavera la coppia inizierà a imbottirlo, quindi vi deporrà le uova, le coverà. Le uova si schiuderanno, i piccoli verranno svezzati e voleranno fuori. L’intero ciclo sarà ripetuto due e, in taluni casi, tre volte nella stagione. Giunto l’autunno, il covatoio dovrà essere tolto, pulito, e quindi ricollocato nella stessa posizione che l’anno precedente aveva garantito il successo. I nidi non utilizzati, dopo una risistemata, andranno invece cambiati di posto fino al raggiungimento di un risultato.

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Attenzione!: i nidi artificiali non vanno in nessun caso imbottiti, pena il rifiuto da parte degli uccelli, ai quali soli spetta questo compito; essi vanno invece perfettamente ripuliti dei resti del vecchio nido, stando attenti che nel frattempo non vi siamo entrati vespe o calabroni

E’ meglio provvedere alla sistemazione dei nidi prima del freddo, perché essi svolgono una utilissima funzione anche come ripari notturni per una gran quantità di uccellini sia di passo sia stanziali. Il periodo migliore per installare un nido è in autunno-inverno. Gli uccelli nidificano in genere in primavera, e le specie considerate non avviano generalmente la costruzione del nido prima di marzo.

È molto importante che il nido sia posizionato con largo anticipo. Questo per promuovere la confidenza della nuova struttura con gli uccelli che frequentano la zona e dare loro la possibilità di ispezionarlo accuratamente. Installazioni troppo anticipate producono infatti molti inconvenienti: maggiore usura del legno, invasione della cavità da parte di insetti e ragni ancora attivi (in estate o primo autunno) o roditori in cerca di un posto per ibernarsi (come il moscardino). Anche in questi ultimi casi, peraltro piacevoli e interessanti, il nido comunque non sarà utilizzato dagli uccelli. Per questo stesso motivo dopo la riproduzione, in estate, il nido può essere rimosso, pulito e poi reinstallato l’autunno successivo.

Importante per il successo dell’occupazione è come viene posizionato e dove. Per facilitare agli uccelli l’operazione di imbottitura del nido artificiale, si può disporre contro un tronco o contro la parete della casa, un distributore di materiale da nido che potrebbe consistere in un cestello di rete metallica a maglia di un centimetro contenente fieno fine, fili di lana, feltro da imbottitura, piume di pollo, rafia, canapa da guarnizioni, spazzolatura di pelo di cane.

Un errore commesso piuttosto di frequente dai neofiti è quello di andare a vedere l’uccellino che cova nel nido, le uova o i piccoli. Nel migliore dei casi la coppia nidificante, dopo aver portato a termine lo svezzamento, non riutilizza più il nido; nel caso peggiore, che è anche quello che si verifica con maggiore frequenza, il nido viene abbandonato con la perdita dei piccoli o delle uova. II nido non deve essere esposto a venti freddi e al sole: naturalmente non è grave se prende la luce diretta di primo mattino o di tardo pomeriggio. Va fissato in maniera che non ci sia brezza o temporale che lo possa staccare, fare oscillare o sbattere. Per questo non va mai appeso come un quadro, ma sempre ben fissato al tronco sia sopra che sotto. Se si opta per l’utilizzo di chiodi, tenete presente che negli alberi i chiodi non vanno battuti fino in fondo, perché l’albero crescendo di diametro, tende a staccare il nido inglobando i chiodi nella corteccia.

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Il nido artificiale va installato in modo che non entri acqua neanche quando piove di stravento, mentre sul fondo vanno praticati col trapano dei foreliini per il drenaggio di eventuali infiltrazioni, (i nidi artificiali dell’ ENPA di Monza ne sono già provvisti).

Viene occupato con regolarità da Passeri, Storni, Cince, Picchio Muratore, Torcicollo. Il foro d’ingresso opera la selezione sulle specie occupanti pertanto possiamo dire che se per la cinciarella è sufficiente un diametro di 2,8-3 cm all’opposto per uno storno dovremo provvedere a praticare un foro da 5 cm.

In pratica

1. lI lungo deve essere riparalo e tranquillo.

2. Il nido deve garantire una facile accessibilità e non essere troppo coperto dalla vegetazione. La presenza di una libera traiettoria di volo è essenziale per la maggioranza edile specie.

3. L’altezza di applicatone dipende dalla specie, ma in generale l’altezza preferenziale è di poco superiore a itre metri.

4. II nido non deve essere mai inclinalo verso l’alio, ma in posizione parallela al suolo o leggermente inclinalo verso il basso per essere riparato da pioggia e sole.

5. Il supporto deve essere ben saldo e poco oscillante, e il fissaggio del nido ben sicuro.

6. È importante conoscere le abitudini delle varie specie che si vogliono attrarre nel nido.:

* Cince, passeri, storni, picchi muratori, pettirossi, rampichini, scriccioli e merli nidificanti nelle nostre regioni sono sedentari e spesso precoci nella nidificazione. Possono compiere “migrazioni verticali” nelle arce di montagna, scendendo a valle in inverno. Spesso la loro presenza aumenta nella stagione fredda per l’arrivo di contingenti provenienti da nord e venuti a svernare in climi meno rigidi. La presenza invernale di pettirossi, per esempio, non dimostra che la specie resti poi a nidificare; per la maggior parte dei casi urbani, infatti, si tratta di individui che all’arrivo della primavera tornano a nord o in montagna.

* Torcicollo e Ballerina bianca sono più sensibili agli inverni e possono disperdersi più a sud.

* Codirosso e Pigliamosche sono veri e propri migratori su lunga distanza e partono nella tarda estate per tornare ad aprile-maggio.

Libro di riferimento

Nidi Artificiali di di Guido Premuda e Bruno Bedonni
Nidi Artificiali di di Guido Premuda e Bruno Bedonni

Manuale aggiornato (2011) che rappresenta la più completa guida in ambito nidi artificiali in lingua italiana. Chiarezza divulgativa e passione sono le chiavi del successo di questo libro; ogni progetto è ben illustrato e motivato da una professionalità naturalistica impeccabile. Sketch progettuali avvicinano gli autori al lettore rendendo la materia appassionante e di facile comprensione.

In numeri: 433 fotografie/44 modelli di nido artificiale/73 disegni tecnici/63 specie di uccelli trattate.

Fonti

ENPA Monza e Brianza

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