PYSJA TOUR – Scozia in bicicletta

Cicloviaggio Scozia
8 PERCORSO
8 STRUTTURE
9 PERSONE
7.5 ORNITOLOGIA
8.1

Prima tappa del Pysja Tour, viaggio sostenibile dedicato alla conservazione delle pulcinelle di mare. Si stima che la popolazione europea di questi uccelli si attesti tra le 4700-5800 coppie, che equivalgono a circa 9550-11600 uccelli maturi (BirdLife International 2015). In un periodo equivalente a tre generazioni, circa 65 anni (tra l’anno 2000 e 2065) si prevede una decrescita del 50-75% della popolazione di pulcinelle di mare. In Europa vivono il 90% delle pulcinelle, quindi il dato è particolarmente preoccupante.

vulnerabile

Questa specie è molto suscettibile ai cambiamenti climatici, come la temperatura dell’acqua e distribuzione e quantità di prede. Senza prede non può sussistere una riproduzione di successo per le pulcinelle di mare. I cambiamenti riguardanti la disponibilità di pesce indotti dai cambiamenti climatici sono uno dei fattori chiave del declino di questi simpatici uccelli.SCOZIA

BirdLife International e Audubon Society hanno redatto un report intitolato “The messengers”: gli uccelli sono messaggeri che indicano la modalità con la quale i cambiamenti climatici minacciano specie, habitat dell’intero globo terrestre.

Lo scopo del viaggio non è quello di toccare con mano gli uccelli, Pysja Tour vuole testimoniare una speranza sostenibile.

Si va ad occidente, lungo la costa delle Highlands, da Inverness a Cape Wrath e ritorno tra la brughiera desolata dell’entroterra. Pochi giorni amabilmente serviti a suon di pantoni verdi delle brughiere, solitudine fatta di natura solenne, impetuosa e costantemente ondulata. Si parte nel mese di giugno, senza pensare troppo alle condizioni meteo. È la mia prima esperienza di bikepacking, ovvero l’arte di viaggiare minimale, senza o quasi l’ausilio di portapacchi. Bagaglio ridotto all’essenza di un viaggio sostenibile.

Cicloviaggio Scozia

Day 1/Inverness   

Con timidezza raggiungo Inverness, capitale delle Highlands, il cui piccolo ed educato aeroporto accoglie in modo semplice il viaggiatore, un pò come un bistrot locale. Il programma della giornata viene immediatamente annullato da un bullone rotto, è uno di quegli elementi senza i quali non si può pensare di partire. Stringe il reggisella. Manca un degno sostituto. Cicoloviaggiatore inesperto.

Con il giusto affanno raggiungo il centro coi suoi ponti che cercano di confondere, e con casualità mi imbatto nel Velocity cafè, una ciclofficina in cui si può riparare la propria bici ma anche sorseggiare del tè, degustare qualche dolce e discutere di trasporto sostenibile con i clienti. L’essenza del locale si riassume nel dolce: un mix di cereali con semi di zucca decorticata e mirtilli rossi disidratati, hipster alla vista con il contrasto verde-zucca e rosso-mirtillo, amabile al tatto e local al gusto.

Discuto con i gestori delle tappe del mio viaggio, anzi loro decidono le tappe per me e prima che faccia buio riesco a trovare riparo nei boschi attorno al Ness, il fiume che nasce dal Loch Ness e sfocia nel mare proprio nei pressi di Inverness.

velocity cafè

Day 2/ Inverness- Ardmair

La giornata inizia con una semplice difficoltà: raggiungere e superare il Kessok bridge, un ponte maestoso che permette l’attraversata del fiordo Beauly, la continuazione del fiordo Moray ad est. In sintesi permette l’uscita dalla città. Da lontano è ben visibile- forse da diverse decine di chilometri-, ricorda vagamente il ponte 25 de Abril di Lisbona, ma è meno romantico. Dialogo con 1/3 della popolazione di Inverness, che vanta circa 45.000 abitanti, per riuscire a trovare la giusta via. Il solito complesso sinistroide dell’uscita dalle grandi città, anche se Inverness grande non è. Si inizia finalmente. Nell’istante in cui esco da una città divento sereno e razionale, come quando ad un esame universitario il docente risponde per me ed annuisco senza nemmeno sapere il motivo.

Mi infastidisce quasi lo zelo degli automobilisti scozzesi: se non hanno almeno una corsia libera di lato non sorpassano. Il risultato sono code che creo con la mia esile velocità. Gli unici che sfrecciano al mio lato sono turisti.

L’effetto automobilisti sommato all’attenzione nel rimanere nella corretta corsia di guida influenzano la pedalata, solo una “local paella di strada”, cucinata cioè ai bordi della strada, mi fa rinsavire e godere il panorama che mano a mano appare. Prima della meta raggiungo Ullapool, ex porto di pesca delle aringhe sulla riva orientale del Loch Broom. Il porto in realtà è il centro della cittadina; qui i 1.300 abitanti non si annoiano di certo: possono godere di un museo, un centro artistico che ospita mostre temporanee, una piscina e un centro benessere, oltre a numerose strutture ricettive turistiche…

Day 3/ Ardmair – Achiltibuie 

Finalmente si pedala nelle Highlands: trascorro tutto il giorno ripetendo il nome della meta della giornata, Achiltibuie. Provo a pronunciarlo in ventisei modi, tutti differenti. Mi concentro. Cerco di ricordare qualche regola della corretta pronuncia inglese, voglio fare bella figura con i locali.

Attraverso silenziosamente il lago Lurghainn. L’immagine solenne delle Highlands viene improvvisamente rotta da un rumore violento, qualcuno o qualcosa sta tagliando la roccia con una smerigliatrice. Velocemente mi allontano. L’arrivo ad Achiltibuie è sentenziato dalle pecore, solo loro possono dare il permesso d’entrata. Il costante grigio del cielo si unisce al giallo lucente dei fiori del Ginestrone costieri. Intravedo le prime isole dalla terraferma: completano il paesaggio come un torrione in un borgo medioevale.

Tordi sasselli accompagnano costantemente il mio viaggio, sfuggenti alla vista ma visibili al suono. Nidificano proprio nelle regioni settentrionali dell’Europa e dell’Asia, dall’Islanda alla Scozia. Campeggio con vista sulla Manica e sulle isole circostanti (Tanera Mòr ed Horse Island) in Port a Bhaigh, poco distante dall’impronunciabile Achiltibuie. 

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Day 4/ Achiltibuie – Clatcholl

La giornata prevede, a mia insaputa, un costante saliscendi che mette a dura prova il mio estro educato. Le salite spesso non hanno un’indicazione della pendenze, le discese si. Giornata costiera soleggiata. Assonanza azzeccata proprio oggi in cui percorro la strada più affascinante della costa occidentale delle Highlands scozzesi. I paesi da questa parte del mondo sono popolati da alcuni abitanti che vivono in una manciata di case, senza internet e con copertura di rete scarsa. Il giusto approccio per un viaggio in solitaria.

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Oggi si arriva in spiagga, Clachtoll beach per esattezza, ma solo dopo aver assaggiato Achmelvich beach, tra le spiagge più intensamente vocate alla bellezza. Il campeggio permette di assaporare appieno tutto l’aroma di questa terra, con una spiaggia giustamente abbracciata da acqua troppo fredda per un turismo di massa. Sublime serata.

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Day 5 / Clatcholl – Scourie

Peccato essere ad ovest con questa spiaggia davanti! Viaggio spesso ad ovest, trovo più affascinanti le coste occidentali, non per l’alba. Continua la strada costiera amabilmente faticosa di ieri. La compagnia è affidata alle intramontabili pecore e al costante movimento dell’indice della mano destra. Gli scozzesi, tremendamente educati, salutano chiunque. Gli uomini, con la loro barba impressa in volto, mi ricordano vagamente il packaging della Loacker. Non salutano mai alzando la mano, utilizzano solo il dito indice che si solleva lievemente dal manubrio dell’auto o di qualsiasi altro mezzo, movimento saggio che dona tranquillità, serenità. Nei momenti di pioggia approfitto per allenare il mio indice della mano destra.

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A Drumbeg trovo casualmente un delizioso negozio/grocery (www.drumbegstores.co.uk) ecletticamente gestito da una signora con elementi di artigianato locale e specialità (formaggi, whisky … ). Le sedie viola all’esterno completano l’esperienza visiva. Ovviamente la parte più difficile della giornata è proprio dopo l’assaggio compulsivo di tutti i dolci nel negozio…

Sono nella riserva naturale nazionale di  Inverpolly, habitat del gatto selvatico e dell’aquila reale.  Arrivo a Scourie ed alloggio in un camping con i famosi Midges (moscerini) aggressivi forse più delle nostrane zanzare tigre.

Day 6/ Scourie – Cape Wrath- Durness

Oggi si va a Cape Wrath, la punta più nord occidentale della nazione britannica e posto di selvaggio rispetto. Non ho ovviamente idea di come raggiungerlo, non vedo strade nella mia cartina impermeabile tanto adulata dai diversi ciclisti incontrati per strada. Scopro mio malgrado che l’unico accesso è tramite una barca da Keoldale. Il traghetto attraversa il Kyle of Durness. Ovviamente salgo con la Ratta. All’arrivo mi aspetta un sentiero sterrato circolare di circa 10km che vede nel faro il suo punto intermedio. Insieme ad una coppia di Alemanni percorriamo il sentiero, con la calma necessaria ad imprimere nella mente alcune immagini naturalistiche necessarie ad affrontare i lunghi mesi lavorativi invernali.

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Arriviamo all’attracco quando il traghetto, l’ultimo ed unico della giornata, è già rientrato. Il panico degli alemanni si traduce in tranquille foto all’avifauna locale. Grazie a dei segnali più o meno di fumo riusciamo a tornare salvi. Per me però continua il percorso fino a Durness, di sicuro la spiaggia più intellettuale del tour. Nessun cicloturista incontrato ad oggi.

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Day 7/ Durness – Dalchork

Le salite sono finite ed oggi mi aspetta un tranquillo passo tra la brughiera scozzese attraverso il passaggio obbligato del lago Eriboll. Il paesaggio diventa necessariamente monotono, ma è un inevitabile incontro per rientrare in città. L’unico cicloturista dell’intero viaggio percorre al contrario proprio questa tappa. Si tratta di una graziosa fanciulla, chiara e pulita come i fiori di Ginestrone. Vorrei esordire in questo modo ma forse è esageratamente elegante per due che sudano pedalando tutto il giorno. Cerco, come sempre, un contatto immediato e simpatico, mi fermo dinanzi a lei in attesa dei suoi occhi. La bionda del Nord mi saluta per qualche millesimo di secondo, abbassa immediatamente lo sgardo e… prosegue. A testa bassa anch’io sono costretto a proseguire. Forse ha notato che l’igiene dei miei capelli non era ottimale per un prim’incontro.

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I copertoni scivolano veloci sull’asfalto costantemente umido e raggiungono il campeggio Ponside a Dalchork, dove mi accoglie un’altra donna, più socievole. Ho per me un’intera roulotte con una moquette che ricorda, vagamente, la situazione sotto al mio casco. Ho proprio bisogno di una doccia in tutta tranquillità.

Day 8/Dalchork -Inverness

Continuo a ritmo serrato la traversata dell’entroterra accompagnato solo dal canto dei tordi sasselli, molto più frequenti delle cesene e tordi bottacci. La solitudine implica la necessità di parlare con chiunque si incontri sulla strada, uomini, donne o animali. Raggiungo nel pomeriggio Inverness, dove decido di pernottare in campeggio libero alle spalle di una chiesa protestante con un prato all’inglese tremendamente curato.

500 chilometri circa d’intimità con la Ratta ed a contatto con una natura a tratti solenne ma sempre benevola. Il giusto allenamento mentale per affrontare i fiordi islandesi.

TIPS - cose utili da portare a casa

  1. Indossare costantemente il casco nasconde la situazione drammatica dei tuoi capelli
  2. gli automobilisti scozzesi sono educati, a volte troppo
  3. si può solo fingere di capire lo scozzese
  4. in Scozia il sole esiste
  5. prima di partire allenare per bene l’indice dedicato al saluto
  6. il campeggio libero è consentito ma osteggiato dagli abitanti; gran parte degli spazi migliori per piantare una tenda sono dedicati alle pecore
  7. alla lunga continuare a parlare alle pecore potrebbe avere effetti collaterali
  8. i podcast di (ex) Radio 2 ti rendono un cicloturista sempre sorridente.

DATI DI VIAGGIO - mas o menos

TAPPE

Day 1/ volo Milano MPX – Inverness 25km

Day 2/ Inverness- Ardmair  90km

Day 3/ Ardmair – Achiltibuie 40km

Day 4/ Achiltibuie – Clatcholl 45km

Day 5 / Clatcholl – Scourie 50km

Day 6/ Scourie – Cape Wrath- Durness  70km

Day 7/ Durness – Dalchork  81km

Day 8/ Dalchork – Inverness 64km

Day 9/ Inverness  25 km

Day 10/ volo Inverness – Milano MPX (British Airlines – bicicletta intesa come bagaglio da stiva senza costi aggiuntivi se rispettate caratteristiche di peso e misure)

KM TOTALI
500 mas o menos
ASCESA TOTALE
4,500 m mas o menos
ATTREZZATURA

BORSE ANTERIORI/ REVELATE DESIGNS Pockets Handlebar Bag L +  sacche stagne  EXPED waterproof  compression bag

BORSA POSTERIORE/ KTM Saddle Bag Tour XL

PORTAPACCHI ANTERIORE/ NITTO M12

TENDA/ MSR Hubba Hp solo

MATERASSINO/ CAMP essential light mat gonfiabile

SACCO A PELO/ SIMOND Macalu 1

CUCINA/ TRANGIA mini alcool + TRANGIA valvola sicurezza 500ml

USB CHARGE/ CINQ5 The Plug III chargeur USB 

GPS/ GARMIN Edge Touring Plus

GPS/ SPOT 3

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