PYSJA TOUR – Islanda in bicicletta

9 PERCORSO
8 STRUTTURE
9 PERSONE
8 ORNITOLOGIA
8.5

Seconda tappa  del Pysja Tour, viaggio sostenibile dedicato alla conservazione delle pulcinelle di mare. Qui tutte le informazioni. Lo scopo del viaggio non è quello di toccare con mano gli uccelli, Pysja Tour vuole testimoniare una speranza sostenibile.

Puffin

La Ratta arriva silenziosamente in Islanda, l’isola in cui lo yogurt diventa Skyr ed il vento il tuo miglior consigliere. Direzione ovest, fiordi, passando attraverso la sinuosa e solitaria F35. Viaggio ineffabile, da annusare direttamente. In basso tutte le informazioni tecniche del percorso, qui una disordinata disamina di dettagli.

Il viaggio inizia quando la pelle del viso e delle mani diventa mordace e ruvida. Come le zampe della pulcinella di mare. Dopo 46 ore di pedalate sull’isola la pelle assume le caratteristiche di un groviglio di rami accatastati all’esterno di un rifugio valtellinese. Il vento diventa immediatamente, appena fuori dall’aeroporto di Keflavik, il tuo coinquilino disordinato e poco incline alle pulizie dell’appartamento. Coinquilino che non hai scelto te. Vento a sfavore, a favore, di lato. Comunque sempre presente, proprio come quel coinquilino che esce sporadicamente di casa.

Per fortuna in ogni supermarket si trova lo Skyr, uno dei prodotti locali (e presidio Slow Food) che più affascina. Formaggio fresco a base di latte vaccino acido, ricorda lo yogurt ma è più solido ed acido per la particolare tecnica produttiva. Esistono solo 3 (tre) produttori artigianali di Skyr in Islanda, il resto è industriale.

La ricetta tradizionale è complessa: il latte è scaldato a 85°C per almeno 5 minuti in modo che i grassi e le caseine affiorino. Si aggiunge un poco di skyr rimasto dalla produzione precedente, il quale agisce come fermento, e il caglio di vitello. Il tutto viene lasciato raffreddare per favorire la coagulazione e il raggiungimento del pH ottimale. Il siero e la cagliata sono separati per filtrazione con un canovaccio. Diversamente dalla versione industriale, lo skyr tradizionale non deve essere pastorizzato e i fermenti devono provenire da una lavorazione precedente di skyr e non dallo yogurt. La consistenza più solida e il sapore più acido sono il risultato di questa tecnica artigianale e tradizionale. Ha origini antichissime: già più di mille anni fa, infatti, era parte integrante della dieta dei primi insediamenti in Islanda e si produce da tempo immemore in tutte le famiglie del paese.

Acido e delizioso.

Erpsstadir è l’unico produttore artigianale della parte occidentale dell’isola.

E poi il baccalà. Chi ha discusso con me per più di tre minuti e trenta secondi conosce la mia passione spensierata per il merluzzo. Il baccalà d’Islanda è famoso per la sua purezza, la qualità e il sapore piuttosto deciso. Versatile e buono, in Italia come in Islanda. Salato, non essiccato come lo stoccafisso. Molto del baccalà vola via in men che non si dica verso l’Europa. Gran parte del baccalà sotto sale arriva in Italia, in particolare nel napoletano, ed in Portogallo. Nella Penisola di Snaeffelsness, ad Ólafsvík, lungo il mio percorso, incontro i produttori Valafell che partecipano al progetto “Assaggia e condividi il segreto del baccalà islandese“ , promosso dall’associazione Islandese del Baccalà (ISF) e Promuovere l’Islanda (Íslandsstofa), con il sostegno del governo islandese. Lo scopo è la promozione di questo romantico pesce. Tutte le info sul portale www.baccalaislandese.it.

Si pedala, tutti i giorni. Per la prima volta mi sento parte di una comunità di ciclo viaggiatori. Tanti i sorrisi incontrati. Italiani, canadesi, americani, spagnoli, tedeschi, belgi, francesi, polacchi. Lungo la strada sterrata che percorre da sud a nord l’isola interiormente, la F35, si crea una piccola ed indissolubile comune. I copertoni troppo piccoli devono attraversare le micro dune create dalle jeep sullo sterrato. La velocità deve essere moderata. La polvere creata da ogni auto di passaggio m’insegna l’apnea fuor d’acqua. L’armonia del gruppo di ciclisti che attraversa il percorso raggiunge il culmine con il saluto a sconosciuti che conoscono il mio nome; i colleghi che mi precedono parlano di me ai viaggiatori dell’opposto senso. Stramba sensazione, quella di sentirsi temporaneamente legati.

L’odore della polvere liberata dagli pneumatici si mescola alle dolci parole dei ciclo viaggiatori.

Gli incontri lungo i fiordi si diradano. La gran massa dei turisti si rivolge altrove. A parte Peter, ingegnere sessantasettenne belga che vive e lavora in Myanmar. Si occupa di turismo, alla costante ricerca di contatti europei. Competitivo, nonostante l’età. Attraversiamo insieme tutti i fiordi, e rientriamo insieme a Reykjavík. 

Solitario. Rapporto difficile, ma non demordo.

Pedaliamo insieme, lui fortissimo in discesa, io in salita. Parliamo molto delle nostre vite, mi racconta della moglie di vent’anni più giovane a mille chilometri di distanza da Myanmar, con un figlio, il suo. Con gran fatica convinco Peter ad assumere un ruolo più propriamente definibile marito e padre, una visita di un mese all’anno alla propria famiglia è da padre e marito tirchio d’amore. Alla fine della nostra forzata convivenza mi rivela che sono stato l’unico viaggiatore con cui ha condiviso strada e pensieri. Il viaggio apre, riempie.

Soprattutto se dell’acqua termale naturale calda ti aspetta gratuitamente al tuo arrivo. Seguire pedissequamente la presenza di queste fonti naturali rappresenta un impulso irrefrenabile alla pedalata. Il romantico contatto delle membra stanche con la calda acqua mi ricorda l’affetto della Bologna di gucciniana memoria “una vecchia signora dai fianchi un po’ molli  col seno sul piano padano ed il culo sui colli”.

Mille quattrocento chilometri circa nella terra dei ciclo viaggiatori, con i ciclo viaggiatori e la compagnia nemica delle sterne artiche. Melodia fiabesca senza oscurità.

percorso - grossolano - del viaggio
percorso – grossolano – del viaggio

 

TIPS - cose utili da portare a casa

  1. Il turismo a quattro ruote sull’isola disturba alquanto, molto meglio strade sterrate e poco battute
  2. Mangiare la polvere non è solo un detto popolare
  3. Le sorgenti d’acqua calda rinfrescano l’animo, seguite pedissequamente le loro tracce
  4. in Islanda il sole esiste
  5. Lo Skyr diventa una nuova forma di Yogurt nella vostra vita
  6. La carne di squalo non è in alcun modo commestibile
  7. Le sterne artiche con i piccoli sono più pericolose di un cane indispettito dai vostri polpacci
  8. i podcast di (ex) Radio 2 ti rendono un cicloturista sempre sorridente.

DATI DI VIAGGIO - mas o menos

TAPPE

Day 1 (28 luglio)/ volo Milano MPX – Keflavik International Airport – Grindavik 29 km

Day 2 (29 luglio)/ Grindavik – Þingvellir 112 km

Day 3 (30 luglio)/Þingvellir – Gullfoss – Skjól  82 km

Day 4 (31 luglio) /Skjól -Hveravellir (F35) 103 km

Day 5 (1 agosto) /Hveravellir – Bólstaðarhlíð (F35)  96 km

Day 6 (2 agosto)/Bólstaðarhlíð – Blönduós -Hvammstangi  70 km

Day 7 (3 agosto)/Hvammstangi  – Bordeyri – il nulla 97km

Day 8 (4 agosto)/Il nulla – Hólmavík 63km

Day 9 (5 agosto) Hólmavík – Reykjanes 66km

Day 10 (6 agosto)/ Reykjanes – Ísafjörður 143km

Day 11 (7 agosto)/ Ísafjörður –Dynjandi (cascata)  92km

Day 11 (8 agosto)/Dynjandi (cascata) –  Flokalundur -Baroastrandarvegur 53km

Day 11 (9 agosto)/Baroastrandarvegur (rottura guarnitura) 44km

Day 12 (10 agosto)/Brjánslækur – Stykkishólmur Snæfellsnes peninsula (ferry)  – Snaefellsnesvegur 32km

Day 13 (11 agosto)/Snaefellsnesvegur –Ólafsvík – Arnarstapi 70km

Day 14 (12 agosto)/ Arnarstapi – Borgarnes 116km

Day 15 (13 agosto)/ Borgarnes – Reykjavík 120km

Day 16 (14 agosto)/ Reykjavík 0km

Day 17 (15 agosto)/ Reykjavík Camping – Keflavik International Airport (bus) – volo Milano MPX 0km

Qui la traccia totale grossolana:

KM TOTALI
1400 mas o menos
ASCESA TOTALE
17000m mas o menos
ATTREZZATURA

TANTA VOGLIA DI PEDALARE

BORSE ANTERIORI/ REVELATE DESIGNS Pockets Handlebar Bag L +  REVELATE DESIGNS Harness + sacche stagne  EXPED waterproof  tele compression bag S (per il sacco a pelo) + EXPED fold drybag XS (per la tenda)

BORSA POSTERIORE/ CARRADICE Originals Camper longflap saddlebag 24L

BORSA TELAIO/ REVELATE DESIGNS Gas Tank Frame Bag

PORTAPACCHI ANTERIORE/ NITTO M12

PORTAPACCHI POSTERIORE/ CARRADICE Bagman Quick Release QR Support – Expedition

TENDA/ MSR Hubba Hp solo + MSR Footprint Mutha Hubba HP

MATERASSINO/ CAMP essential light mat gonfiabile

SACCO A PELO/ SIMOND Macalu 1

CUCINA/ TRANGIA mini alcool + TRANGIA Westwind Alcohol Stove +  TRANGIA porta alcool con valvola sicurezza 500ml

USB CHARGE/ CINQ5 The Plug III chargeur USB + CINQ5 Smart Power Pack II

GPS/ GARMIN Edge Touring Plus

GPS/ SPOT 3

More from pasquale quitadamo

PYSJA TOUR – cicloviaggio in Scozia e Islanda

Pysja significa pullo di pulcinella di mare in islandese. Pullo significa piccolo di...
Read More

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *