TETRAX TOUR – Puglia in bicicletta

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8 PERCORSO
7 STRUTTURE
8 PERSONE
7 ORNITOLOGIA
7.5

Tetrax Tetrax è il nome scientifico della Gallina prataiola. La Gallina prataiola nidifica in Francia ed in Spagna. In Italia  soprattutto in Sardegna e ormai rara e localizzata in Puglia (provincia di Foggia), in habitat costituiti da aree agricole, ma non troppo antropizzati, ad altitudini comprese tra 0 e 500 metri. È presente inoltre nei Balcani, nell’Europa orientale, in Asia occidentale ed in Africa settentrionale. La popolazione pugliese  è l’ultima della parte peninsulare e, tra le sue peculiarità, è utile ricordare che rappresenta una popolazione “cerniera” tra quelle occidentali e quelle orientali.

Si tratta di una specie VULNERABILE in Europa (VULNERABLE). In particolare la popolazione ha subito un forte declino in Spagna in cui sono presenti circa il 70% delle galline prataiole d’Europa. In Italia sono presenti 352 maschi riproduttori. Si stima un calo a livello europeo del 30-49% in tre generazioni (30.9 anni) (BirdLife International 2015).

Il passaggio da un’agricoltura tradizionale ad una altamente meccanizzata sulle aree agricole ha causato un incremento notevole dell’incidenza negativa dell’attività agricola sulla Gallina prataiola, dovuta sia all’utilizzo di macchine agricole che alla precoce raccolta dei prodotti agricoli (grano e foraggiere), favorita dall’utilizzo di cultivar precoci.

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LIFE+ TETRAX  è progetto finanziato dalla comunità Europea che prevede azioni tese a ricostituire una popolazione vitale in Puglia e Basilicata attraverso azioni di ripristino ambientale con la ricostituzione di aree a pascolo. Si prevede, inoltre, una attività di ripopolamento al fi ne di incrementare la popolazione nidifi cante di Gallina prataiola  ai valori degli anni ’80 (Carta delle vocazioni Faunistiche della Regione Puglia, 1985).   il progetto “Life+ Tetrax”, ha lo scopo di contribuire all’attuazione della politica e della normativa comunitarie in materia di natura e biodiversità, in particolare della Direttiva concernente la conservazione degli uccelli selvatici (Direttiva 79/409/CEE, “Uccelli”) favorendo in questo caso la ricostituzione di una popolazione vitale di Gallina prataiola (Tetrax Tetrax).

LIFE +TRETRAX - www.lifetetrax.it
LIFE +TRETRAX – www.lifetetrax.it

Ecco una stramba avventura lungo le coste pugliesi in compagnia della mia bici, quattro donne, il mare, gli odori, i sapori di questa terra, a volte rossa.

05/08: pioggia battente su tutta la brianza. Come da precedenti accordi un auto si ferma fuori dal cancello. Nel bagagliaio è presente una vistosa sacca color arancione; contiene la “Ratta”, ovvero la mia bici da viaggio targata cinelli scrupolosamente smontata, pezzo per pezzo.

Si parte. La destinazione è la mia terra d’origine. Si tratta di un viaggio eclettico in cui confluiranno la convivenza con quattro donne, i guidizi del piccolo paese sulle mie capacità relazionali con l’altro sesso, il cicloviaggio in solitaria e il ritorno nuovamente sull’auto nuovamente con all’interno una sacca arancio.

La “Ratta” è costretta a rimanere in balcone per quasi sei giorni. Sei giorni di turismo automobilistico eno-gastronomico con quattro donne. Vien da sè il desiderio di ritrovare la mia bici in qualche sparuto momento di meditazione sui monti garganici.

11/08: l’auto è di nuovo carica, ma ora manca la sacca arancio. La “Ratta” è pronta; chiudo il portone d’ingresso, saluto le mie compagne di viaggio. Ci rivedremo tra otto giorni in un luogo ancora da stabilire. Sicuramente sulla costa ionica.

Si parte, io, “la Ratta”, la tenda e le mie borse rosse tedesche. La destinazione di questa prima giornata di viaggio è Trani o paesi limitrofi; in altre parole mi fermerò dove troverò un letto. Come al solito non ho programmato molto, mi piace improvvisare e poter improvvisare. In verità ho calcolato l’intero percorso (ipotetico) stabilendo le soste notturne dettato più dall’istinto che da una effettiva ricerca delle strutture ricettive.Voglio assaporare con un tocco di romanticismo le coste pugliesi e i pugliesi. Lascio il pittoresco e medioevale Monte S.Angelo. Non ha mai piovuto in terra pugliese. Mi aspetta una tappa pianeggiante in cui attraverserò il Basso Tavoliere delle Puglie,

terra arsa e rossa terra di sud, terra di sud terra di confine terra di dove finisce la terra. Vinicio Capossela, Il ballo di San Vito. 

Ciclotour PugliaCiclotour Puglia

Avvolto da coltivazioni di pomodori e da un infernale traffico di veicoli commerciali sono costretto a fermarmi: la strada stretta e le mie borse posteriori sporgenti impediscono quasi il passaggio dei tir sulle opposte corsie. Attendo l’ora di pranzo per proseguire ed arrivo a Margherita di Savoia con le sue saline all’interno di una invisibile oasi naturale. Accellero. Mi lascio alle spalle l’intenso odore di terra e scorze di pomodori sulla via. Raggiungo Trani e il suo romanico Duomo in prossimità del porto, l’accento si fa più morbido.

Decido di rientrare nella caotica Barletta per trovare un posto letto. Col mio solito piglio discuto sulla cultura cicloturistica, sulla bicicletta con diversi e strambi personaggi e scopro che Barlètt è al completo per la notte. Casualmente trovo un albergatore che mi offre una comoda doppia ( già prenotata ma non da me ) al prezzo di una singola: ringrazio la coppia che ha disdetto all’ultimo la prenotazione per la doppia. 115 chilometri d’intimità con la “Ratta”.

12/08: la mattinata scorre veloce tra le vie di Trani. Mi permetto una visita alla città e incontro il primo compagno cicloturista proveniente da Roma. Rapido scambio di opinioni sulla componentistica, accessori e percorso. Via senza insidie e fugace verso Giovinazzo nel barese dove decido di fermarmi in un campeggio dotato dei massimi confort quali docce calde a pagamento, due sole docce fredde , una discoteca di ultima generazione e igiene di dubbia provenienza. Mai scelta fu più deleteria per il mio riposo. Una accesa discussione con i gestori mi fa abbandonare velocemente questa terra. Amaro con soli 45 chilometri d’intimità con la “Ratta”.

Ciclotour Puglia

13/08: voglio allontanarmi il prima possibile e assaporare un poco di terra arsa e rossa stavolta. Mi aspetta una lunga percorrenza della SS16 nella speranza di mete migliori. Raggiungo con timore Bari, quel timore che mi coglie quando devo entrare in una grande città. Non mi so orientare e non posso seguire i cartelli che mi vogliono condurre in tangenziale e sulla SS16bis. Iniziano una serie infinita di “complanari” per evitare la bis. Scopro che non hanno legami con l’aereoporto e sono talmete intricate che nemmeno i locali si orientano.Il caldo è un compagno forzato.

Decido di proseguire nell’entroterra. Raggiungo accompagnato dalle loro viti protette Noicattaro, Rutigliano, Putigliano. Inizio a sentire la terra rossa accostata amabilmente a uliveti. Termino il percorso ad Alberobello ma decido di visitarla il mattin seguente con meno umani attivi. Scopro una serata eno-gastro-musicale in un bed&breakfast sublime e introvabile. Il gestore si oppone al maketing pubblicitario e per raggiungere la struttura occorre chiamare e farsi guidare. La scoperta è un misto di sapori e profumi: mozzarelle fatte al momento, vino a km0, musica in un atmosfera calda e amabile. Non dormo nei trulli a disposizione ma nell’ottimo campeggio sottostante. 95 chilometri d’intimità con la “Ratta”. Ecco la mia terra. Ma non ricordo il nome del b&b.

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14/08: mi aspettano per condividere il pranzo alcuni amici ad Ostuni ma voglio arrivare a Lecce in serata. Attraverso Locorotondo e Cisternino pedalando su una strada tra le più suggestive dell’intero viaggio. Mi ricorda le crete senesi, ma con più rosso. Raggiungo senza problemi il bianco d’Ostuni e pranzo ottimamete servito. Grazie. Visita fugace, quasi gli occhi sono stupiti dal bianco incessante. Rimango nell’entroterra e raggiungo quasi Lecce. Ormai il sole sta andandosene.

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Mi ritrovo con il solito pensiero. Non trovo ciò che cerco, ma poi la mia regola vince. Conosco molte persone, mi piace parlare. Mi piace farmi ospitare dagli amici o solo conoscenti che possono aiutarti in momenti di difficile risoluzione. Ho amici pugliesi e gli amici hanno amici che mi possono ospitare per una notte. Stop. Sono in Salento. 140 chilometri d’intimità con la mia “Ratta”.

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15/08: nel campeggio di Alberobello una comitiva bolognese (che ha suonato alla serata n.d.P.) mi ha consigliato un campeggio molto tranquillo, immerso nel verde, non sulla costa ed economico. Si va ad Alessano. Esco, dopo la consueta visita turistica mattutina, da Lecce e percorro con velocità la litoranea trafficata, peccato. I randonneur 700×35 corrono avidamente sugli avanzi di costa adriatica. La “Ratta” reagisce bene all’attrito e calore dell’asfalto. Non è acciao ma alluminio. Supero spiagge che mi ricordano vagamente centri commerciali brianzoli. Mi fermo velocemente ad Otranto: il ferragosto non merita città turistiche.Raggiungo nel pomeriggio il campeggio. Sublime, immerso in campi di viti e ulivi. Non esiste la reception e nemmeno un umano gestore. Monto la tenda comunque; forse a sera il proprietario sarà presente. Vero, ma solo dopo una mia telefonata ho incontrato l’umano da me agognato, pago e ottengo il permesso di usufruire dell’orto il mattino seguente. Ottimo. 110 chilometri d’intimità con la “Ratta”.

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16/08: entro in area ionica ed arrivo a Gallipoli. Confusione, auto, rumori mordaci mi costringono a fermarmi in un discreto campeggio fuori dalla città. Troppi umani, non riesco nemmeno a osservare da vicino il paese per la folla ammassata. Via subito al mattino. 85 chilometri d’intimità con la “Ratta”.

17/08: ultimo giorno di viaggio. Raggiungo le mie quattro donne a S.Isidoro in tutta tranquillità. Mi fermo in mattinata per un bagno rilassante in un piccolo promontorio roccioso all’interno di un’area protetta. Arrivo quindi al campeggio in S.Isidoro ma le sorprese non finiscono. La struttura è famosa per i prezzi bassi e per la mancanza di regole al suo interno. Alcuni novantenni credono di esserne i gestori; credono perchè non rispondono a tutta una serie di quesiti da me posti. I bagni sono da osservare solamente, da lontano; l’igiene e le buone norme risalgono all’età verde dei proprietari. La struttura è sovraffollata senza alcun criterio e i servizi igienici sono puliti una volta a stagione. Da denuncia. Sul serio. Immancabile la mia discussione con i “gestori”. Ultimi 25 chilometri d’ intimità e pronto al rientro con la sacca arancio.

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Fonti

IUCN. 2015. The IUCN Red List of Threatened Species. Version 2015-4.  www.iucnredlist.org. Downloaded on 19 November 2015

www.lifetetrax.it

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